Alle origini del Miracolo Eucaristico di Lanciano, tra memoria monastica, stratificazioni archeologiche e profonda devozione religiosa.
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Ma il momento più intenso deve ancora arrivare. Entriamo nell’area dell’antichissima chiesa benedettina, forse sul luogo stesso in cui avvenne in Miracolo, e infine nell’Cappella di San Longino.
Alza lo sguardo e riempi i tuoi gli occhi di meraviglia!
All’inizio del Cinquecento, più mani hanno affrescato questa volta con scene drammatiche e potenti dell’Apocalisse.
Le scene si succedono dal basso a sinistra.
Vediamo le acque del mare sollevarsi e poi ritirarsi all’orizzonte, i mari ribollire con i pesci che emergono gridando, e poi, terremoti, piogge di pietre, fiumi che si seccano, alberi che sanguinano… sull’altro lato della volta i venti che sconvolgono la Terra e la scomparsa del genere umano fino al cielo che si sgancia e precipita a schiacciare il suolo, scena raffigurata con animali che rappresentano le costellazioni, affastellati uno sull’altro sotto un Sole ormai nero…
Ci sono però alcuni dettagli nascosti, se guardi bene, vicino ai finestroni si nota la presenza di pitture più antiche, in cui sembra di vedere una danza di demoni, mentre sotto l’arco d’ingresso si riconosce appena un ciuffo di capelli biondi.
E’ quanto resta della figura di una Maria Maddalena.
L’apertura che vedi nel pavimento, coperta da un cristallo è la cisterna di un’antica vasca.
Ma non ti fermare, entra nella piccola ma suggestiva cappella in cui si entra superando un’apertura con un’intercapedine, in passato utilizzata per la sepoltura dei defunti. Sulla parete il crocifisso è scomparso e sono rimasti due angeli che raccolgono il Sangue dentro due coppe.
Questo era un luogo di intima preghiera collocato proprio sotto la stanza in cui il Miracolo Eucaristico venne custodito per tutto il medioevo, celato e invisibile.
È una discesa e un’ascesa continua: partiti dalle profondità della terra e della storia romana, siamo riemersi ora, quasi abbagliati dalla luce e dalla Fede, proprio all’interno della Chiesa di San Francesco.
Questo è un viaggio che non dimenticherai facilmente!”
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Content by Domenico Maria del Bello.
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