L’antico ponte romano che racconta una parte fondamentale della storia urbana di Lanciano.
Dopo il video puoi continuare con altri contenuti: storia, dettagli, curiosità e mappa del percorso.
Scegli cosa scoprire: puoi guardare altri video brevi o leggere i contenuti di dettaglio.
Inserisci qui il testo storico del monumento: origini, trasformazioni, ruolo urbano e collegamenti con la storia di Lanciano.
Questa sezione serve ad aiutare il visitatore a osservare il monumento mentre si trova sul posto.
Usa questa sezione per contenuti più leggeri e narrativi: aneddoti, simboli, leggende o dettagli inattesi.
Ed eccoci arrivati davanti a un altro gioiello che ci racconta storie secolari: la Chiesa di Santa Lucia.
Fermati un istante e provate a immaginare cosa c’era qui, sotto i nostri piedi, duemila anni fa.
La tradizione vuole che questa chiesa sia nata nel 1250 proprio sulle rovine di un antico tempio romano dedicato a Giunone Lucina, la protettrice delle nascite.
È come se questo luogo avesse sempre emanato una luce speciale, non trovi?
La Chiesa di Santa Lucia
Siamo arrivati davanti alla Chiesa di Santa Lucia.
Anche questo luogo racconta una storia molto antica.
Fermatevi un momento e provate a immaginare cosa poteva trovarsi qui circa duemila anni fa.
Secondo la tradizione, la chiesa fu costruita nel 1250.
Sarebbe nata sulle rovine di un antico tempio romano dedicato a Giunone Lucina.
Ma la storia di questo edificio è stata una continua lotta contro il destino.
Pensa che nel 1620 un violento terremoto ne fece crollare la cupola ma i lancianesi non si arresero e la ricostruirono, di nuovo, basta andare sul retro e fare due passi in Via Feramosca, per poter ancora vedere le strutture di una chiesa più antica.
Dopo essere stata chiusa durante il periodo napoleonico, nel 1859 la chiesa rinacque con l’elegante abito neoclassico che vedete oggi.
Ma guardate bene l’ingresso: notate qualcosa di strano?
Un tempo il pavimento era molto più alto del livello della strada e bisognava salire dei gradini per entrare.
Per rendere l’accesso più facile, il pavimento venne abbassato… un cambiamento radicale per accogliere meglio i fedeli!
Se aguzzate la vista, i segni del passato medievale sono ancora lì che ci chiamano.
Ammirate lo splendido portale ogivale del Duecento e il rosone del Trecento: non vi ricorda quello celebre di Santa Maria Maggiore?
Sono frammenti di un’epoca d’oro che ancora brillano sulla facciata.
Entrando, lasciatevi incantare dalla Cappella della Madonna Addolorata, in fondo sulla sinistra.
Risale al 1731 ed è un trionfo di stucchi a bassorilievo così raffinati da sembrare ricami.
E anche se oggi è chiusa per restauri, sappiate che sopra di noi si nasconde la Cappella della Confraternita, con un altare in marmo del 1781 firmato dal grande maestro napoletano Crescenzo Trinchese – sì, proprio lo stesso artista che ha lavorato in Cattedrale!
Santa Lucia è così: un tempio che è crollato più volte e più volte è stato ricostruito, ha cambiato pelle, ma ha mantenuto intatta la sua anima antica.
Siete pronti a scoprire cosa ci aspetta girando l’angolo?”
La tipografia Masciangelo
Proprio di fianco alla chiesa di Santa Lucia si può entrare in un luogo che ha del magico, fatto di carta e di inchiostro: l’Antica Tipografia Masciangelo.
Tutto ebbe inizio proprio qui nel 1863, quando Domenico Masciangelo, fratello del celebre musicista Francesco Paolo, decise di dare vita a questa straordinaria avventura.
Pensa che proprio tra queste mura si formò il più grandi maestro stampatore della regione, quel Rocco Carabba che rese Lanciano famosa nel mondo, una vera capitale del libro e della cultura.
Ma guarda dove ci troviamo: la sede è un magnifico palazzo tardo-rinascimentale.
L’ambiente principale ti toglie il fiato con le sue volte a crociera del XVI secolo, dove recentemente è stato scoperto persino un ambiente ipogeo segreto! E se ci spostiamo nel deposito, entriamo letteralmente nella storia: queste mura che risalgono al XIV secolo, secondo la tradizione, sarebbero i resti dell’antica chiesa di San Marco.
C’è persino un tabernacolo del Trecento che veglia su di noi!
La vera magia, però, è che qui il tempo non è passato.
Mentre la gloriosa Casa Editrice Carabba è andata dispersa, la Tipografia Masciangelo ha custodito tutto: i macchinari originali del secondo Ottocento, i torchi pesanti, le casse cariche di caratteri in piombo e legno dai nomi eleganti come Bodoni o Elvethia.
È un patrimonio unico in Italia, un museo vivo dove sembra ancora di sentire il ritmo regolare delle macchine e quel profumo inconfondibile di inchiostro e carta stampata che ha nutrito l’intelletto di generazioni.
Scopri gli altri monumenti intorno a te
La Chiesa di Santa Chiara custodisce una delle tradizioni più intense di Lanciano, legata ai riti solenni della Settimana Santa.
Da qui la memoria religiosa della città si fa processione, silenzio e partecipazione collettiva.
Content by Domenico Maria del Bello.
This site was made possible through a voluntary contribution from Studio Eventi & Congressi.