Il quartiere Borgo racconta una Lanciano autentica, fatta di vicoli, memorie popolari, antichi luoghi d’acqua e tradizioni artigiane.
Tra l’Antica Fontana e la Cereria Storica, il percorso intreccia vita quotidiana, devozione e identità del territorio.
Dopo il video puoi continuare con altri contenuti: storia, dettagli, curiosità e mappa del percorso.
Scegli cosa scoprire: puoi guardare altri video brevi o leggere i contenuti di dettaglio.
Inserisci qui il testo storico del monumento: origini, trasformazioni, ruolo urbano e collegamenti con la storia di Lanciano.
Questa sezione serve ad aiutare il visitatore a osservare il monumento mentre si trova sul posto.
Usa questa sezione per contenuti più leggeri e narrativi: aneddoti, simboli, leggende o dettagli inattesi.
Un caloroso benvenuto nel cuore del quartiere del Borgo. Mentre iniziamo a camminare, prova a immaginare questo luogo com’era otto secoli fa.
Siamo nel tredicesimo secolo, un periodo di grande fermento e mentre poco lontano nasceva il quartiere di Civita Nova, con le sue strade dritte che si incrociano in perfetti angoli retti, qui al Borgo le cose andavano diversamente.
Le case del borgo, i suoi palazzi e le sue chiese, nascono accostandosi spontaneamente l’una a l’altra senza un ordine preciso attorno ad un insediamento più antico: il complesso religioso dei monaci Basiliani che dopo la caduta dell’Impero romano costruirono qui un loro monastero.
Se ci pensi la differenza è scritta anche nel nome: se ‘Civitanova’ è un riferimento alla Civitas, la città nobile e pianificata, il nostro ‘Borgo’ nasce come Burgus, un luogo a metà, dove la campagna incontrava la città e dove, tra botteghe e scambi, stava nascendo una nuova classe sociale destinata a cambiare la storia: la borghesia appunto.
La strada principale è Corso Roma ma un tempo si chiamava corso del Popolo e prima ancora la strada Maestra del Borgo.
Nel medioevo devi immaginare una via molto più stretta e tortuosa ma animata da negozi e botteghe artigiane, percorsa a piedi e a cavallo.
Alla fine dell’Ottocento l’ingegnere lancianese Filippo Sargiacomo decise di darle l’aspetto elegante che vedi oggi, ridisegnando le facciate dei palazzi che ci accompagnano lungo il cammino.
Proprio nel Borgo si trova il monumento simbolo di Lanciano: il complesso di San Francesco, custode del Miracolo Eucaristico.
È una tappa fondamentale, ma prima di proseguire, ti consiglio una piccola deviazione verso la vicina chiesa medievale di Santa Lucia.
Accanto alla chiesa, noterai la curiosa insegna dell’Antica Tipografia ‘Masciangelo. E’ stata fondata nel 1863 e dopo oltre un secolo e mezzo ancora conserva tutti gli antichi strumenti di arte tipografica.
Continuando a salire lungo la strada principale, verso la chiesa di Santa Chiara, vedrai intorno a te le nobili architetture del passato. Poco più avanti ecco le linee barocche di Palazzo Castagna e le raffinate decorazioni ottocentesche di Palazzo Rossi e ancora, il fascino di Palazzo Capretti y Valleno, abitazione dei discendenti di una nobile famiglia spagnola che scelse Lanciano come casa nel Cinquecento. Non dimenticare di dare un’occhiata a Via Fenaroli: lì sorge la casa natale di Fedele Fenaroli, il grande musicista che ha portato il nome di questa città nel mondo.
Infine, per concludere il nostro cammino, se ti affacci verso la Valle della Pietrosa, potrai vedere dall’alto la Fontana del Borgo. Accanto a lei svetta il Torrione Aragonese l’ultimo baluardo rimasto della doppia cinta muraria che un tempo proteggeva questo quartiere. È il posto perfetto per fermarsi un istante e ascoltare il silenzio di una storia che continua a parlarci.
La fontana del Borgo e l’antica cereria
Per iniziare con le bellezze lancianesi siamo davanti a un vero e proprio miracolo di ingegneria e di resistenza: la Fontana del Borgo.
Guardala bene, perché non è solo una fontana, è una sopravvissuta!
Sembra una cosa incredibile, quasi magica, ma questa fontana per un periodo era letteralmente sparita! Inghiottita dai lavori di riempimento della Valle della Pietrosa, rimase sepolta sotto terra finché non venne riscavata e riportata alla luce. È riemersa dal passato per raccontarci ancora la sua storia!
Costruita nel XVI secolo, proprio fuori dalle mura aragonesi, era il punto di riferimento per chi usciva dalla distrutta Porta di Sant’Angelo.
Ammira il suo maestoso frontone e le maschere in pietra: da lì l’acqua sgorga ancora fresca dopo aver percorso una lunghissima conduttura sotterranea.
Guarda quella serie di archi che si sviluppano su un lato, curiosi vero? Un tempo quello era il lavatoio pubblico, ogni lavandaia strofinava i suoi panni sotto uno degli archi per poi stenderli ad asciugare al sole. un luogo di voci, di fatiche e di incontri.
Pensa che un tempo Lanciano era una città ricca di sorgenti e di acque: c’erano ben duecento pozzi e nove fontane pubbliche monumentali.
Oggi, insieme a quella di Civitanova, questa è l’unica superstite di quel mondo perduto.
Prima che nel 1904 arrivasse l’Acquedotto del Verde direttamente dalle sorgenti di Fara San Martino, era intorno a questo luogo che si svolgeva della vita quotidiana del quartiere.
Ma non è tutto!
Proprio qui vicino sorge un edificio che nel medioevo era l’Ospitium di Sant’Angelo, un luogo di accoglienza per i pellegrini e i mercanti che venivano alle Fiere di Lanciano.
All’inizio dell’800 venne ampliato e ricostruito per ospitare una conceria della famiglia Iacobitti, in modo da sfruttare l’abbondanza di acqua.
La cosa splendida è che oggi, fedele alla sua anima antica, ospita una storica fabbrica artigianale di candele…se hai fortuna riesci a sentire il profumo della cera che si fonde con l’odore dell’acqua e della pietra umida?
Se alzi lo sguardo verso l’alto: lassù, a sorvegliare tutto questo scenario incantato, e anticamente la piana dove si svolgevano le fiere, svetta il Torrione Aragonese.
Il Torrione nasconde al suo interno tre livelli sovrapposti: sulla terrazza in alto stavano le vedette, il piano inferiore ospitava un cannone che poteva ruotare e al piano più basso stavano gli artiglieri pronti a colpire chi avesse superato il fuoco dei cannoni.
Da qui, in questa valle che sembra sospesa nel tempo, si percepisce l’essenza stessa di Lanciano: una città che sa nascondere i suoi tesori, ma che sa anche riportarli alla luce con orgoglio.
Porta con te, fino alla prossima tappa di questo viaggio il suono dell’acqua della fontana e il segreto di queste pietre che hanno ancora tantissimo da raccontare!”
Scopri gli altri monumenti intorno a te
Il Miracolo Eucaristico di Lanciano custodisce una delle testimonianze di fede più antiche e celebri della cristianità, legata alla trasformazione dell’ostia e del vino in Carne e Sangue.
Il percorso racconta la storia del santuario, la devozione nei secoli e il profondo legame tra questo evento e l’identità spirituale della città.
Content by Domenico Maria del Bello.
This site was made possible through a voluntary contribution from Studio Eventi & Congressi.